Non si può rinunciare all'eredità se si è già accettata (anche tacitamente, come vendere un bene ereditario) o se, essendo nel possesso dei beni, non si è fatto l'inventario entro i termini previsti (3 mesi dall'apertura della successione, con termine di 40 giorni per la dichiarazione), oppure se si sono sottratti o nascosti beni ereditari, diventando erede "puro e semplice". Anche la rinuncia non può essere parziale, condizionata o a termine, pena la nullità e la conseguente accettazione.
Quando non è possibile fare la rinuncia all'eredità?
Non è possibile rinunciare all'eredità nei seguenti casi: quando il chiamato all'eredità è nel possesso dei beni ereditari e non ha fatto l'inventario entro tre mesi dal giorno di apertura della successione.
I termini per la rinuncia all'eredità sono 10 anni dalla morte del defunto se non si è in possesso dei beni, ma si riducono a 3 mesi (con termine successivo di 40 giorni per l'inventario) se si è nel possesso dei beni ereditari (es. si vive nella casa del defunto), pena l'accettazione tacita. In caso di creditori o coeredi, un giudice può fissare un termine ancora più breve.
È possibile rinunciare all'eredità prima della morte del de cuius?
È possibile rinunciare all'eredità solo dopo la morte del de cuius. L'articolo 458 del Codice Civile vieta espressamente i patti successori, rendendo nulla qualsiasi rinuncia fatta mentre la persona della cui eredità si tratta è ancora in vita.
La legge lascia dieci anni di tempo per decidere se accettare l'eredità. Passati i dieci anni non si può più diventare eredi, salvo casi particolari. Chi non vuole essere erede, quindi, può anche non fare nulla, e lasciare che il tempo passi.