Domanda di: Sig. Pierfrancesco Costantini | Ultimo aggiornamento: 4 dicembre 2023 Valutazione: 4.9/5
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L'accrescimento si definisce scarso quando la crescita del bambino è inferiore, sulle curve dei percentili di crescita, al 3-5° centile in altezza, in peso o in entrambi. Lo scarso accrescimento, sia esso ponderale e/o staturale, è un sintomo che spinge frequentemente i genitori a richiedere una visita pediatrica.
Come capire se un bambino ha problemi di crescita?
La diagnosi di ritardo della crescita viene formulata in bambini costantemente sottopeso, in genere sotto il 3°-5° percentile, rispetto ai coetanei dello stesso sesso. Si considera la diagnosi di ritardo di crescita anche per i bambini con calo costante del percentile di peso, anche se il peso effettivo non è basso.
Quando preoccuparsi per la crescita di un bambino?
Se il bersaglio genetico è invece nella norma (>154 cm per le femmine, >164 cm per i maschi) con età ossea ritardata di circa 2 anni o più è possibile la diagnosi di “ritardo costituzionale dello sviluppo”. In caso di età ossea adeguata per l'età cronologica ripensare alla “bassa statura familiare”.
Per i bambini con bassa statura ma con velocità di crescita normale (di almeno 5 cm l'anno tra i 4-6 anni, e almeno 4 cm l'anno tra i 6 anni e la pubertà) e nessun altro sintomo è consigliata una valutazione dell'età ossea. Tale determinazione si effettua con una radiografia della mano e del polso.
Il ritardo di crescita è definito come un peso costantemente basso per età e sesso (al di sotto del 3°-5° percentile) oppure come una riduzione significativa dei percentili di crescita rispetto al tasso di accrescimento atteso. Le cause sono molteplici, ma la base fisiologica è sempre un'inadeguata nutrizione.