Le Banche Centrali hanno dunque il ruolo di regolare l'economia di un paese: se l'economia rallenta, abbassano i tassi di interesse per stimolare la richiesta di prestiti di aziende e consumatori, in modo tale che gli uni producano di più e gli altri consumino di più.
I tassi d'interesse potrebbero scendere a partire dal 2024
In questa situazione d'instabilità il governo italiano sta facendo di tutto per agevolare i più giovani ad accedere ad un mutuo per l'acquisto della prima casa.
Finché l'inflazione è alta, anche i tassi saranno elevati. A pagarne conseguenze più pesanti saranno i mutui a tasso variabile, con un progressivo aumento del tasso Euribor al 4%, dunque tra non molto un mutuo a tasso variabile potrebbe costare quanto uno a tasso fisso.
Le aspettative mostrate sul mercato dei future indicano che, adesso, i mercati prezzano un taglio dei tassi Fed inferiore ai 25 punti base nel 2023, segno che potrebbe anche non verificarsi alcun taglio, stando alle attese attuali: una virata considerevole rispetto a inizio febbraio.
I tassi scenderanno al 4,1% nel 2024 e al 3,1% nel 2025, dunque in modo graduale, e comunque non prima di vedere l'inflazione convergere verso l'obiettivo del 2%.