Quando si considera un condominio minimo?

Domanda di: Enrica Marino  |  Ultimo aggiornamento: 17 marzo 2023
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Si definisce condominio minimo un edificio composto da minimo due e massimo otto unità immobiliari, ognuna dotata di proprietario differente.

Quando si definisce condominio minimo?

Un condominio minimo si forma nel momento in cui l'edificio diventa di proprietà di due differenti proprietari. E da quel momento si applicano tutte le norme del Codice civile, a partire dalla ripartizione delle spese che verrà suddivisa in base ai millesimi di proprietà di ognuno dei condomini.

Quanti appartamenti per considerare condominio?

La costituzione del condominio avviene di diritto nel momento in cui vi sono almeno due proprietari e almeno due unità immobiliari distinte, essendoci quindi una comproprietà di parti comuni in capo a diversi proprietari.

Quali sono le parti in comune di un condominio minimo?

Le parti comuni interessate sono quelle indicate dall'articolo 1117, numeri 1, 2 e 3 del codice civile: il suolo su cui sorge l'edificio, le fondazioni, i muri maestri, i tetti e i lastrici solari, le scale, i portoni d'ingresso, i vestiboli, i portici, i cortili, tutte le parti dell'edificio necessarie all'uso comune.

Quando è condominio minimo superbonus?

Il condominio minimo rientra tra le tipologie di edificio che possono accedere al superbonus 110 %. Il condominio è inteso come “minimo” quando sono presenti da 2 a 8 proprietari, senza la necessità di alcun atto di formalizzazione.

Configurare un Condominio Minimo