I linfonodi ingrossati sono spesso il sintomo di un'infezione batterica o virale. Non è però da escludere che possano essere la conseguenza di una malattia autoimmune o, più raramente, di un tumore. Raramente anche alcuni farmaci, come certi antiepilettici, possono portare a un ingrossamento dei linfonodi.
In generale, stare a riposo, assumere farmaci antidolorifici e applicare impacchi caldi può alleviare il dolore e sgonfiare i linfonodi ingrossati. Se l'ingrossamento è dovuto a infezione virale, il problema in genere passa da solo.
Cosa significa quando si gonfiano i linfonodi Sottomandibolari?
Il linfonodo sotto la mandibola può aumentare di volume per colpa di funghi, di batteri, di protozoi o di virus: ognuna di queste categorie di nemici del corpo umano può favorire una produzione più consistente dei macrofagi e dei linfociti, da cui deriva la linfoadenopatia.
I linfonodi ingrossati sono uno dei sintomi tipici dell'infezione da citomegalovirus o da virus Epstein-Barr, che sono le cause principali della mononucleosi. In questo caso, al rigonfiamento si associa febbre, stanchezza, dolori muscolari e mal di gola.
Le parotidi sono le due ghiandole salivari maggiori collocate tra il condotto uditivo esterno e la mandibola. Possono andare incontro a diverse condizioni che ne provocano il gonfiore con conseguente ingrossamento.