L'apostrofo è obbligatorio con l'articolo determinativo maschile singolare lo (l'imbuto, l'oboe; davanti a semiconsonanti abbiamo sempre l'apostrofo, l'uomo, ma lo iodio, piuttosto che l'iodio) e si trova usato sistematicamente anche con il femminile la (l'anima, l'onda, l'iscrizione, piuttosto che la iscrizione).
Quando si mette l'accento e quando si mette l'apostrofo?
L'accento riguarda sempre la singola parola, la sua costituzione e la sua identità, la sua pronuncia e intonazione. L'apostrofo riguarda due parole e serve a evitare la difficoltà e la sgradevolezza di pronuncia che derivano dalla presenza di due vocali successive in due parole vicine.
La grafia corretta nell'italiano contemporaneo è qual è, senza apostrofo. La grafia qual'è, anche se molto diffusa, è scorretta, perché non si tratta di un caso di ➔elisione, ma di ➔troncamento, dal momento che qual esiste come forma autonoma. Do un'occhiata alla casa e capisco qual'è la camera (F.
correttaménte, in modo corretto: scrive correttamente il francese o in francese; in modo conforme alle norme dell'educazione, della convenienza: comportarsi correttamente.
Effettivamente, anche davanti a sostantivo maschile plurale cominciante con i- è da tempo invalsa, nella stragrande maggioranza dei casi, la forma piena gli (gli Italiani, gli imbuti). È possibile che la motivazione profonda della scelta largamente prevalente della forma non elisa sia quella da lei addotta.