Quando si possono rifiutare le cure?

Domanda di: Dr. Deborah D'angelo  |  Ultimo aggiornamento: 19 marzo 2023
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Ogni persona capace di agire ha il diritto di rifiutare, in tutto o in parte, con le stesse forme di cui al comma 4, qualsiasi accertamento diagnostico o trattamento sanitario indicato dal medico per la sua patologia o singoli atti del trattamento stesso.

Cosa fare se una persona rifiuta le cure?

Il rifiuto delle cure

Il primo passo, quindi, è contattare il Centro di salute mentale, su indicazione del medico di famiglia o direttamente, per chiedere un primo consulto. Vi fa capo un'equipe di professionisti, quali psichiatra, psicologo, assistente sociale, infermiere.

Dove annotare la rinuncia o il rifiuto del paziente di trattamenti sanitari necessari alla propria sopravvivenza?

Ferma restando la possibilita' per il paziente di modificare la propria volonta', l'accettazione, la revoca e il rifiuto sono annotati nella cartella clinica e nel fascicolo sanitario elettronico.

Cosa dice la legge 219 del 2017?

La Legge n. 219/2017 stabilisce che una persona deve dare il proprio “consenso libero e informato” ad ogni trattamento sanitario che la riguardi. Ogni trattamento sanitario, quindi, deve essere stato prima autorizzato dalla persona interessata attraverso quello che viene chiamato consenso informato.

Quando si parla di accanimento terapeutico?

Per accanimento terapeutico si intende un irragionevole eccesso nelle cure, attraverso terapie che non portano alcun giovamento al paziente.

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