L'indicativo può sostituire il congiuntivo quando si vuole esprimere certezza, realtà o oggettività, specialmente nel linguaggio parlato o informale. È corretto usare l'indicativo dopo verbi di percezione (vedere, sentire), dichiarativi (dire, affermare), con "secondo me", "forse", "probabilmente", o in subordinate introdotte da "poiché", "dato che".
In casi del genere, l'indicativo al posto del congiuntivo può essere accettato nell'italiano parlato, ma è preferibile evitarlo nell'italiano scritto e anche nell'italiano parlato di tono formale.
il congiuntivo si usa per quello che non è sicuro, mentre l'indicativo per quello che è sicuro. Quindi si dice "sono sicuro che l'italiano è difficile" e "non sono sicuro se l'italiano sia difficile". Non sempre. Ad esempio usiamo il congiuntivo nella frase "(Io) sono sicura che lui arrivi in orario".
Ci piace scomodare come ospite d'onore Umberto Eco: «si usa “sapere” e l'indicativo quando ci si riferisce (a torto o a ragione) al mondo reale, e si usa il congiuntivo quando ci si riferisce a un mondo possibile.
Promemoria: in genere, usiamo l'indicativo per parlare di qualcosa di certo e il congiuntivo per parlare dei dubbi. Con i verbi di giudizio, come sapere, confermare, affermare, dimostrare o di percezione come sentire, percepire usiamo l'indicativo.