Per preservare l'albero e tenerlo in buona salute, è importante rispettare un buon equilibrio fra l'apparato radicale e la cima. Tagliare le radici vicino al tronco (entro pochi metri) distrugge fino a un quarto del sistema radicale. Questa è la ragione per cui, uccidendo le radici, si uccide in genere anche l'albero.
Il taglio di radici importanti può provocare la destabilizzazione dell'albero ma anche la morte di parte della chioma. Ecco perchè è necessario eseguire lavori chirurgici mirati e mai invasivi. Il rispetto della Zona Critica Radicale (CRZ) della pianta è fondamentale in ogni tipo di intervento.
Ogni volta che una branca viene tagliata, numerosi germogli lunghi e magri (chiamati succhioni o rami epicormici) crescono rapidamente per rimpiazzarla. Questi dovranno venire tagliati e ritagliati, ma ricresceranno sempre l'anno successivo, rendendo il lavoro esponenzialmente più difficile.
Di solito, in ambienti temperati e boreali, una o due radici per albero possono arrivare a circa 7 m di profondità, ma nella savana tropicale, nella foresta di sclerofille mediterranee (leccio, olivo, mirto, alloro ecc.), nei deserti e nei semi-deserti troviamo radici che possono superare i 60 metri di profondità!
Il taglio radici deve essere praticato con utensili disinfettati, per evitare contagi batterici o fungini, e va praticato mediante un taglio parziale dell'apparato radicale lungo i bordi del vaso nella misura di circa il 10-15% per ogni lato.