La regola per l'aggettivo BELLO è molto semplice: DAVANTI AL NOME USIAMO BEL: un bel ragazzo alto e biondo. DOPO IL NOME USIAMO BELLO: un ragazzo bello e biondo.
a) Si usa belli quando l'aggettivo viene messo dopo il nome: uomini belli, quaderni belli. b) Si usa begli quando viene messo prima del nome che comincia da vocale, s impura o da gn, pn, ps, x, z: begli esempi, begli uomini, begli studenti, ecc.
– Davanti a parola che cominci con vocale, elide la desinenza o del maschile e meno comunemente la desinenza a del femminile, richiedendo il relativo apostrofo: “bell'uomo”, “bell'esempio”, “bell'aspetto”, “bell'anima”, “bell'isola” (ma anche “bella anima”, “bella isola”).
L'aggettivo qualificativo bello presenta forme diverse per il singolare e il plurale maschili, a seconda della parola che segue. La scelta tra le varie forme del singolare (bello, bell' con ➔elisione e bel con ➔troncamento) e del plurale (bei e begli) segue le stesse regole che valgono per l'articolo determinativo.
La grafia corretta nell'italiano contemporaneo è qual è, senza apostrofo. La grafia qual'è, anche se molto diffusa, è scorretta, perché non si tratta di un caso di ➔elisione, ma di ➔troncamento, dal momento che qual esiste come forma autonoma.