Quando si usa eri?
Domanda di: Vinicio Palmieri | Ultimo aggiornamento: 19 marzo 2023Valutazione: 5/5 (6 voti)
Eri rappresenta la scelta più marcata in senso colloquiale-informale: si tratta di un imperfetto epistemico, che instaura una serie di relazioni nascoste tra il pensato e la realtà: non sapevo, prima, che tu non fossi spagnolo, pensavo che tu fossi italiano, invece…
Dove eri o dove fossi?
Vanno bene entrambe le soluzioni. Il costrutto di domanda della reggente (chiamare per sapere ) seleziona per l'interrogativa indiretta sia l'indicativo (eri), sia il congiuntivo (fossi). Si tratta di una scelta stilistica.
Quando si usa il congiuntivo presente o imperfetto?
Se, invece, i piani temporali sono identici, in questo caso collocati nella contemporaneità passata, allora nella dipendente andrà usato l'imperfetto congiuntivo: sono rimasto in silenzio (ieri) come se (ieri, nello stesso momento) volessi nascondere la mia ansia.
Che ero io o che fossi io?
In una frase come “Ho sognato che ero sull'orlo di un baratro” non si può usare il congiuntivo e dire o scrivere “fossi”: nel sogno il baratro era “reale”, quindi è corretto l'indicativo “ero”.
Quando è obbligatorio usare il congiuntivo?
Il congiuntivo è obbligatorio nelle frasi introdotte dalle parole o dalle espressioni che seguono: 1. A condizione che, ammesso che, a patto che, casomai, laddove, nell'eventualità che, ove, qualora, purché, sempreché (o sempre che). Introducono una frase che esprime una condizione, un'eventualità.
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