Usiamo il passato prossimo per esprimere un'azione compiuta o un accadimento che "lasciano tracce" (come diceva Giacomo Devoto) nel presente. Usiamo il passato remoto per manifestare il distacco, e quindi la lontananza, di tali avvenimenti dal momento in cui ne parliamo.
Il passato remoto è quel tempo verbale usato per indicare un'azione avvenuta e conclusa nel passato. Per esempio: “Marta si sposò nel 1971”. Non è difficile da usare, il vero problema è la sua formazione!
Soprattutto nella lingua parlata, sono le abitudini regionali a farla da padrone. Così, al Nord c'è generalmente una abuso del passato prossimo. Il passato remoto non è praticamente mai usato. Al Sud, al contrario, si tende a usare di più il passato remoto.
Nella lingua parlata, il passato remoto viene usato più spesso nel sud e nel centro d'Italia. Nel nord invece si usa quasi sempre al suo posto il passato prossimo.
Che differenza c'è tra passato remoto e imperfetto?
L'imperfetto si utilizza per indicare abitudini del passato. Il passato remoto e il trapassato prossimo si formano allo stesso modo. Il passato remoto si usa per indicare un fatto avvenuto e concluso nel passato.