Domanda di: Carlo Silvestri | Ultimo aggiornamento: 17 marzo 2023 Valutazione: 4.4/5
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Questo è un principio di correlazione dei costi e dei ricavi: sono considerati di competenza dell'esercizio quei ricavi che si riferiscono a scambi o a produzioni avvenuti e terminati nell'esercizio, mentre si considerano di competenza quei costi che si riferiscono a ricavi di competenza dell'esercizio stesso.
Allo stesso modo si considerano di competenza i costi sostenuti nell'esercizio stesso. Tutto quello che possiede manifestazione economica nel corso dell'anno, deve essere riportato in bilancio a prescindere dal reale movimento di denaro. Questo concetto vale sia per i ricavi che per i costi.
Un costo è di competenza economica di un periodo amministrativo quando i servizi ad esso relativi sono stati effettivamente consumati (hanno trovato effettivo impiego) in quel determinato periodo amministrativo.
Con principio di competenza economica si intende un criterio di redazione contabile che registra i costi e i ricavi di un'impresa in un dato periodo, anche quando questi non hanno prodotto – fino a quel momento – alcun movimento nella cassa aziendale.
Non possono essere imputati al conto economico ricavi o costi per cui non siano stati conseguiti i relativi ricavi o sostenuti i relativi costi. In breve, se non c'è stata manifestazione totale o parziale del ricavo/costo, questo non può finire in conto economico.