Domanda di: Rosita Battaglia | Ultimo aggiornamento: 28 marzo 2023 Valutazione: 4.3/5
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Il flesso è ascendente se tale derivata è positiva, discendente se negativa. Per esempio, le funzioni ƒ(x) = x2k+1, k ≥ 1, ammettono un flesso ascendente nell'origine. Se invece la prima derivata non nulla è di ordine pari, il grafico della funzione non attraversa la sua tangente e ha concavità di verso costante.
Se la derivata non si annulla nel punto in cui avviene l'inversione della concavità del grafico allora ci si troverà in presenza di un punto di flesso obliquo.
La regola standard per calcolare un possibile punto di flesso come segue: "Se la derivata terza non è uguale a 0, allora f ′′′(x) ≠ 0, il possibile punto di flesso è effettivamente un punto di flesso." Controlla la tua derivata terza. Se non è uguale a 0 nel punto, è un flesso reale.
I punti di flesso che si trovano sono flessi a tangente orizzontale solo se le ascisse di tali punti annullano sia la derivata seconda che la derivata prima, altrimenti sono flessi a tangente obliqua.
I flessi possono essere: o a tangente obliqua se la tangente nel punto non è parallela ad uno degli assi o a tangente orizzontale se la tangente nel punto è parallela all'asse x o a tangente verticale se la tangente nel punto è parallela all'asse y o ascendenti se la curva volge la concavità verso il basso a sinistra ...