Quando un'infezione va in setticemia?

Domanda di: Luce Monti  |  Ultimo aggiornamento: 17 marzo 2023
Valutazione: 4.2/5 (50 voti)

Si parla di setticemia quando si rileva la presenza di un germe nel sangue. Di solito tali germi provengono da focolai infettivi localizzati in altre sedi dell'organismo. La sepsi rappresenta una vera e propria emergenza medica.

Come si fa a capire se si ha la setticemia?

Sintomi
  1. febbre (superiore a 38.3°),
  2. oppure una diminuita temperatura corporea (ipotermia, inferiore a 36°),
  3. brividi e tremore,
  4. battito cardiaco accelerato (superiore a 90 battiti al minuto),
  5. aumento della frequenza respiratoria.

Quando un'infezione diventa pericolosa?

È indispensabile chiamare il 112, o recarsi al pronto soccorso più vicino, nel caso in cui il bambino manifesti uno dei seguenti disturbi: pelle fredda, pallida, bluastra o presenza di chiazze che non schiariscono sotto la pressione delle dita. grave sonnolenza o difficoltà a risvegliarsi (letargia) respiro accelerato.

Che danni provoca la setticemia?

L'evoluzione della setticemia: la sepsi

Nei casi più gravi, può verificarsi che uno o più organi vadano incontro a una totale o parziale incapacità di svolgere la propria funzione, dando luogo a insufficienza renale, cardiaca o respiratoria.

Quanto si vive con la setticemia?

La durata è di pochi giorni o settimane. La mortalità è molto elevata. Tale quadro morboso era noto agli antichi; lo si vedeva tener dietro talora a ferite suppuranti o putride, onde il nome di "setticemia" perché si riteneva dipendesse da putrefazione dei secreti delle ferite e di costituenti dell'organismo.

Setticemia, prevenzione e diagnosi. Intervista al prof. Gabriele Sganga