Quando usare il corsivo e quando le virgolette?

Domanda di: Elda Palmieri  |  Ultimo aggiornamento: 9 dicembre 2023
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Per eventuali citazioni interne alla citazione, via via si useranno le virgolette alte (“ ”), gli apici ( '' ), il corsivo. Si raccomanda di preferire le virgolette basse (« ») nelle citazioni brevi (le citazioni ampie, superiori a 3 righe, vanno obbligatoriamente fuori testo in corpo minore).

Quando si usa il corsivo in un testo?

Il corsivo, all'interno di un testo, viene utilizzato per dare rilevanza a determinate parole o differenziarle. Di solito, in corsivo vanno i titoli delle opere dell'ingegno come film, romanzi, saggi, lp musicali, spettacoli teatrali eccetera.

Quando si usano le virgolette?

Le virgolette sono un segno tipografico usato per contraddistinguere una parola o una frase come citazione, discorso diretto, per evidenziarne la natura gergale, tecnica, metaforica, figurativa, ironica o dialettale, o per parole e frasi straniere non ancora entrate nell'uso comune della lingua.

Quando usare il corsivo in una tesi?

Il corsivo si usa per evidenziare particolari parole o frasi e cioè: Termini tecnici e specialistici.

Quando si usano le virgolette e quando i caporali?

Le virgolette alte, qui usate per mettere in evidenza una parola particolare (santarellina), non confliggono con le caporali, come invece succederebbe se si usassero le virgolette inglesi per la battuta di dialogo. Esempio: “Molto bene,” disse Luigi “adesso ti metti anche a fare la “santarellina”.”

Video lezione di grammatica - Virgolette o lineetta: consigli per l'uso.