Il vino va bevuto preferibilmente a tavola, accompagnando i pasti, servito a temperature specifiche per esaltarne le caratteristiche: fresche per bianchi e spumanti ( 6 6 - 14 ∘ 𝐶 1 4 ∘ 𝐶 ) e più calde per i rossi ( 14 1 4 - 18 ∘ 𝐶 1 8 ∘ 𝐶 ), evitando la temperatura ambiente troppo elevata (sopra i 20 ∘ 𝐶 2 0 ∘ 𝐶 ). Si degusta lentamente, a piccoli sorsi.
Quando si beve alcol, il fegato è occupato a metabolizzare tale sostanza in modo talmente intenso, che il rilascio di glucosio ne risultano inibiti. Ciò significa che nel sangue vi è una minor concentrazione di glucosio del solito e, di conseguenza, si ha anche bisogno di meno insulina.
Via libera ovviamente all'acqua (liscia), ad un bicchiere di vino rosso (un paio di volte a settimana) e a succhi a base di frutta consentita purché senza zuccheri aggiunti. Da evitare o limitare il caffè e tè (meglio tè verde o bianco), ma anche birra, bevande alcoliche e gassate.
Secondo i ricercatori, l'elevata concentrazione di polifenoli del vino rosso, insieme all'elevato contenuto di alcol, permette di abbassare la pressione sanguigna, inibire l'ossidazione delle lipoproteine, migliorare la funzione endoteliale, inibire l'aggregazione piastrinica.