I termini per l'accertamento fiscale per l'anno d'imposta 2017 (dichiarazione presentata nel 2018) sono generalmente scaduti il 31 dicembre 2023. In caso di dichiarazione omessa, il termine si estende al 31 dicembre 2025. La notifica degli atti deve avvenire entro tali scadenze.
Tuttavia, per l'anno 2014, in caso di omessa dichiarazione e denuncia per reati tributari, resta applicabile il vecchio sistema: il termine resta al 31 dicembre 2025, sfruttando il vecchio raddoppio pre-2016.
I tributi erariali (IRPEF, IRAP, IVA,..) si prescrivono nel termine di dieci anni dal giorno in cui il tributo è dovuto o dal giorno dell'ultimo atto interruttivo, tempestivamente notificato al contribuente (articolo 2946 del Codice civile).
Quale anno sta controllando l'Agenzia delle Entrate nel 2025?
Di conseguenza, nel 2023, l'Agenzia controllava regolarmente i redditi del 2017; nel 2024, quelli del 2018; nel 2025, quelli del 2019 e 2020; e così via, in base al principio di retroattività stabilito dalla normativa.
Quanti anni può andare indietro il fisco per gli accertamenti fiscali?
Quanto tempo ha l'Agenzia delle Entrate per fare accertamenti? L'Agenzia delle Entrate può accertare IVA e redditi entro 5 anni (fino al 31 dicembre 2030 per il 2025), o 7 anni se omessa (fino al 31 dicembre 2032). Con i requisiti di riduzione, il termine scende a 3 anni (fino al 31 dicembre 2028).