Domanda di: Lucia Romano | Ultimo aggiornamento: 11 marzo 2026 Valutazione: 4.7/5
(51 voti)
In Italia, la legge (D.Lgs. 66/2003) non fissa un limite massimo esplicito di ore lavorative giornaliere, ma impone un riposo obbligatorio di 11 ore consecutive ogni 24 ore. Di conseguenza, la durata massima della giornata lavorativa, inclusi gli straordinari, è di 13 ore.
Cosa succede se si lavora più di 48 ore settimanali?
In particolare la violazione della durata massima dell'orario di lavoro settimanale, usualmente le 48 ore ,e del riposo settimanale di almeno 24 ore consecutive è punito con la sanzione amministrativa da € 200 a € 1.500.
In 8 ore di lavoro, la legge italiana prevede almeno una pausa obbligatoria se la giornata supera le 6 ore, solitamente una pausa pranzo di almeno 30 minuti, ma spesso i Contratti Collettivi (CCNL) prevedono pause più frequenti o più lunghe, come 15 minuti ogni 2 ore per i videoterminalisti (lavoro al PC). È fondamentale consultare il proprio CCNL per conoscere le regole specifiche del proprio settore, poiché può stabilire pause retribuite, durate maggiori o modalità di fruizione più dettagliate.
Quante ore si può stare in piedi a lavoro per legge?
Le pause al lavoro sono regolamentate dal Decreto Legislativo n. 66 dell'8 aprile 2003. Secondo l'articolo 8, comma 1, se l'orario di lavoro supera le 6 ore, i lavoratori hanno diritto a una pausa per recuperare le energie, consumare un pasto o attenuare la monotonia di lavori ripetitivi.
Da questa regola discende che: nelle 24 ore il lavoratore deve avere almeno 11 ore consecutive di riposo; di conseguenza l'orario di lavoro non può superare 13 ore giornaliere (24 – 11 = 13), sempre nel rispetto dei limiti settimanali e delle pause.