Domanda di: Ing. Jarno Ferrara | Ultimo aggiornamento: 4 aprile 2026 Valutazione: 4.7/5
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I lavoratori appartenenti alle categorie protette (Legge 68/99) seguono solitamente l'orario di lavoro standard previsto dal CCNL applicato (full-time o part-time), senza differenze automatiche di orario. Tuttavia, se beneficiari della Legge 104/92, hanno diritto a permessi retribuiti: 2 ore giornaliere (per orario ≥ ≥ 6h) o 1 ora (orario < 6h), oppure 3 giorni al mese.
Quante ore di lavoro può fare una categoria protetta?
Le categorie protette (invalidi civili, ecc.) lavorano con orari standard (full-time o part-time) come gli altri, ma possono avere diritto a permessi retribuiti (due ore giornaliere o tre giorni/mese) per cure o visite, e il medico competente può esonerarli da turni notturni/straordinari se la loro condizione lo richiede, in base a Legge 104/92. La normativa non prevede limitazioni rigide, ma la compatibilità con la mansione viene valutata caso per caso.
retribuzione uguale a quella degli altri lavoratori; mansioni compatibili con la disabilità e la capacità residua del lavoratore invalido. Il lavoratore assunto nell'ambito delle categorie protette ha diritto a percepire una retribuzione uguale a tutti gli altri dipendenti.
Se la riduzione della capacità lavorativa all'80%, o più, impedisce la capacità di svolgere il proprio lavoro, le donne possono andare in pensione a 56 anni e gli uomini a 61 anni. Per accedere a questo vantaggio sono necessari almeno 20 anni di contributi ai fini del diritto a pensione.
I vantaggi per i lavoratori delle categorie protette includono permessi retribuiti (2 ore al giorno o 3 al mese), scelta della sede lavorativa più vicina e difficoltà di trasferimento, mansioni compatibili con la salute, e per invalidi civili >74% o sordomuti, prepensionamento e assegno di assistenza. Per le aziende ci sono sgravi fiscali e contributivi (fino al 70%), miglioramento clima aziendale e immagine, e accesso a formazione mirata.