Nella lingua italiana ci sono quattro tempi verbali del congiuntivo: due semplici (Presente e Imperfetto) e due composti (Passato e Trapassato). Questi tempi, come "che io legga", "che io leggessi", "che io abbia letto", "che io avessi letto", servono a esprimere dubbi, desideri, ipotesi, emozioni e a dare comandi in modo più formale o preciso.
L'italiano ne è dunque abbastanza ricco: Congiuntivo presente (che io arrivi, che io prenda, che io senta) Congiuntivo imperfetto (che io arrivassi, che io prendessi, che io sentissi) Congiuntivo passato (che io sia arrivato/a, che io abbia preso, che io abbia sentito)
Il congiuntivo è un modo finito del verbo che ha quattro tempi: presente, imperfetto, passato, trapassato (i primi due sono tempi semplici, gli altri due tempi composti). Imperfetto: Fossi matto! Trapassato: Mi sarebbe piaciuto che tu fossi venuto proposizioni ➔subordinate.
Per non sbagliare il congiuntivo, ricorda di usarlo con verbi di dubbio, desiderio, speranza, opinione e necessità (es. credo che, spero che), nelle frasi ipotetiche con "se" (soprattutto se l'azione è irreale o incerta, come in "se fossi ricco"), con il Lei di cortesia (Mi faccia vedere), con espressioni impersonali (è bene che, è necessario che) e con pronomi indefiniti (chiunque); il trucco è sostituire con l'infinito se il soggetto è lo stesso e verificare il senso di incertezza o soggettività prima di ogni "che" o "se".