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Cosa fare dopo 6 mesi di malattia?
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Quanto tempo posso stare in malattia prima di essere licenziato?
Il periodo di comporto non è mai fisso. È nella maggior parte dei casi di 180 giorni, ma può variare in base allo specifico CCNL di riferimento in base al settore o alla posizione del lavoratore.
Cosa succede dopo 18 mesi di malattia?
Allo scadere dei 18 mesi il lavoratore, in casi di particolare gravità e con idonea documentazione medica, può presentare al dirigente un'istanza in cui chiede la concessione di un ulteriore periodo di conservazione del posto per altri 18 mesi, senza corresponsione di alcuna retribuzione.
Quante volte si può prolungare la malattia?
Quante volte si può prolungare la malattia? Addirittura, il medico fiscale può passare due volte nell'arco della stessa giornata. Ma procediamo per ordine, e vediamo, in caso di malattia, come prolungare l'assenza dal lavoro.
Chi viene licenziato per malattia ha diritto alla disoccupazione?
Naspi e malattie invalidanti Il lavoratore che di colpo si trovi a doversi licenziare per una sopraggiunta malattia invalidante non può percepire la Naspi o disoccupazione perché - come dice la legge - il licenziamento deve provenire dall'azienda e non dal lavoratore.
Quanto si perde con la malattia?
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Come si azzerano i giorni di malattia?
Come si azzera il comporto Nell'ipotesi di comporto secco, il periodo tutelato si azzera una volta terminata la malattia: in pratica, se il dipendente si ammala, ma non supera le giornate previste dal contratto, al verificarsi di una nuova malattia il conteggio parte da zero.
Quale malattia non rientra nel periodo di comporto?
Attenzione inoltre al fatto che nella determinazione del periodo di comporto di solito non rientrano ad esempio le assenze per particolari terapie salvavita, il puerperio o le assenze per interruzione di gravidanza.
Cosa succede dopo 1 anno di malattia?
Anche gli impiegati, comunque, devono fare riferimento al proprio contratto nazionale di categoria. Questo vuol dire che chi lavora da sei mesi e fa quattro mesi di malattia può essere licenziato. Così come chi lavora da più di dieci mesi e fa sette mesi di malattia rischia il licenziamento.
Chi può prolungare la malattia?
Il medico dell'INPS, se constata che non sei guarito e che necessiti di più giorni rispetto al certificato rilasciato dal tuo medico, può rilasciarti un secondo certificato. Grazie a quest'ultimo quindi, la tua malattia è prolungata e il datore di lavoro non può contestarti i giorni di assenza aggiuntivi.
Quanta malattia si può fare per depressione?
Attenzione, però. Nel periodo di assenza dal lavoro, chi soffre di depressione non percepisce l'intero stipendio. In particolare, l'indennità di malattia equivale al 50% della retribuzione giornaliera media dal 4° al 20° giorno e al 66,66% dal 21° al 180° giorno.
Cosa succede dopo 3 mesi di malattia?
Cosa succede quando scade il comporto per malattia Il datore, che non è tenuto ad informare il dipendente dell'approssimarsi della scadenza del lasso di comporto, può intimare il licenziamento nel rispetto del periodo di preavviso imposto dal contratto collettivo applicato.
Cosa succede se supero i 45 giorni di malattia?
II militare che risulti assente dal servizio per infermità, al superamento del 45° giorno di licenza straordinaria precedentemente fruita a qualsiasi titolo, viene collocato in aspettativa d'ufficio dal Comando di appartenenza, che parteciperà all'interessato la nuova posizione di stato (fac-simile in Allegato E).
Quanti giorni di malattia si possono fare in due anni?
– 120 giorni: per contratti superiori a 1 e fino a 2 anni; – 90 giorni: per contratti superiori a 9 mesi e fino ad 1 anno; – 60 giorni: per contratti fino a 9 mesi.
Come si calcolano i tre anni di malattia?
Come possiamo vedere il periodo di comporto è simile per tutti e tre i contratti indicando in 18 mesi il limite massimo, mentre cambia lo spazio temporale per calcolarlo. Nel CCNL della sanità pubblica il periodo di comporto, nel limite di 18 mesi, si calcola nei tre anni precedenti dall'ultimo evento morboso in corso.
Quali sono le giuste cause per essere licenziati?
I motivi più frequenti riconosciuti come giusta causa di licenziamento sono:
Falso infortunio e falsa malattia del dipendente; Violazione del patto di non concorrenza; Scorretto uso dei permessi per ex legge 104/92; Falsa timbratura del cartellino; Perdita dei requisiti CIG (Cassa Integrazione Guadagni);
Cosa succede se si superano i 60 giorni di malattia?
Lgs. 81/2008, a seguito dell'assenza dal lavoro per motivi di salute superiore a sessanta giorni continuativi, il dipendente può riprendere il lavoro dopo essere stato sottoposto alla visita medica che ne verifica l'idoneità alla mansione.
Perché malattia non retribuita?
I primi 3 giorni della malattia non vengono pagati dall'INPS, e per questo si fa riferimento al c.d. periodo «di carenza». Per colmare questo periodo, i contratti collettivi hanno previsto, nella quasi totalità dei casi, che il datore di lavoro si faccia carico del pagamento di queste giornate.
Cosa conviene infortunio o malattia?
In caso d'infortunio, di solito le assicurazioni sociali pagano prestazioni più elevate rispetto a quanto non avvenga per una malattia. Il rischio di ammalarsi, però, è di gran lunga maggiore rispetto a quello di subire un infortunio. Su 10 casi di rendita 9 vengono infatti pagati a causa di una malattia.
Quanti mesi per grave patologia?
Essa prevede, agli articoli 68 e 70 del Dpr 3/1957, un periodo massimo cumulativo di 18 mesi, «senza escludere dal computo i periodi di assenza per grave patologia, per ricovero e intervento chirurgico e successive terapie salvavita».