Domanda di: Dr. Serse Moretti | Ultimo aggiornamento: 18 marzo 2023 Valutazione: 4.5/5
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Oltre la sfera del fuoco, per Aristotele, troviamo sette cieli, corrispondenti ciascuno ad un pianeta a cui si aggiunge la Luna ed il Sole. Questo è l'ordine: Luna, Mercurio, Venere, Sole, Marte, Giove Saturno. I sette cieli dei sette pianeti costituiscono la zona sovra lunare o etere.
Per collegare fra loro i singoli modelli di Eudosso e di Callippo, Aristotele introdusse un consistente numero di sfere aggiuntive fino a raggiungere il numero complessivo di 55 (Metaphysica, XII, 8).
In particolare, Aristotele afferma che l'universo è sferico e finito. Sferico, perché è questa la forma più perfetta; finito, perché ha un centro, cioè il centro della Terra, e un corpo con un centro non può essere infinito.
Talvolta Aristotele sembra ritenere che i corpi celesti siano esseri viventi dotati di anima razionale Gli astri, infatti, sono “partecipi d'attività e di vita”. La distinzione fra elementi del mondo sublunare ed etere restò in auge sino alla scoperta del telescopio da parte di Galileo.
Si sarebbe trattato di sfere circolari trasparenti e invisibili costituite (a differenza delle attuali orbite planetarie), di una materia identificata con l'etere, elemento cristallino di natura incorruttibile, non presente nel mondo sublunare terrestre.