Non esiste un numero definito o fisso di regolamenti regionali in Italia, poiché si tratta di atti amministrativi emanati autonomamente dalle 20 regioni (più le province autonome) in base alle proprie necessità legislative e di organizzazione. Il potere regolamentare è previsto dall'art. 121 della Costituzione.
regolamenti di esecuzione: intervengono per dare attuazione nel dettaglio alle leggi. regolamenti di attuazione o integrazione: intervengono per attuare una legge e hanno un minimo contenuto normativo rispetto a quelli di esecuzione.
400/88 individua cinque tipi di regolamenti governativi : esecutivi, attuativi-integrativi, indipendenti, di organizzazione, delegati o autorizzati. I regolamenti esecutivi sono regolamenti recanti norme di dettaglio che consentono di dare concreta applicazione ad una legge.
Il referendum abrogativo previsto dall'art. 75 Cost. stabilisce che 500.000 cittadini o 5 Consigli regionali, possono proporre all'intero corpo elettorale “l'abrogazione, totale o parziale, di una legge o di un atto avente valore di legge".
Le quattro principali fonti del diritto italiano, seguendo la gerarchia, sono: la Costituzione e leggi costituzionali, le leggi ordinarie dello Stato (e atti aventi forza di legge), le leggi regionali, e infine i regolamenti, con gli usi e le consuetudini a chiudere la piramide. A questi si aggiungono le fonti europee e internazionali, che occupano una posizione preminente.