Tra i dati consultabili su www.cnvsu.it particolare rilievo hanno quelli relativi al tasso di abbandono: tra il primo e il secondo anno lascia gli studi universitari il 21,3% degli studenti, da un massimo di 31,7% della facoltà di Scienze matematiche, fisiche e naturali ad un minimo di 2,2% di Medicina e chirurgia.
Quanti studenti vanno all'università dopo le superiori?
2 su 3 si iscrive all'università
La percentuale cala al 42 per cento, un anno dopo. I meno appagati sono gli ex studenti degli istituti professionali. I diplomati tecnici e ancora di più i liceali, risultano invece essere tendenzialmente i più appagati dalla scelta compiuta.
A un anno dal diploma, il 66,8% dei diplomati prosegue la propria formazione ed è iscritto ad un corso di laurea (il 51,1% ha optato esclusivamente per lo studio, il 15,7% frequenta l'università lavorando); il 19,8% ha preferito inserirsi direttamente nel mercato del lavoro.
Questo risultato però non basta a colmare il gap europeo. La percentuale di matricole delle università italiane ha rappresentato in fatti il 51,8% dei giovani italiani in età corrispondente, a fronte di una media Ue 28 del 58,7%.
In altre parole, su poco più di 300mila immatricolati ai corsi di primo livello, ben 115mila hanno abbandonato l'università. Il fatto è che, mediamente, i ragazzi italiani impiegano quasi 5 anni a conseguire la laurea di primo livello, quella triennale.