Domanda di: Dr. Gaetano Ferrara | Ultimo aggiornamento: 28 giugno 2026 Valutazione: 4.4/5
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Curare uno storno ferito richiede di tenerlo al caldo in una scatola di cartone forata e in un luogo tranquillo, contattando immediatamente un centro di recupero fauna selvatica (CRAS) o la Polizia Provinciale. Se piccolo, nutrirlo con camole della farina o omogeneizzato di manzo (senza sale), evitando pane e latte, poiché sono onnivori.
Integrammo pastoncino energetico e frutta secca con insetti appena cacciati, vermi, carne cruda, tutto nelle giuste proporzioni per evitare danni a breve, medio e lungo termine a reni, fegato e cuore, secondo i protocolli di ogni corretto svezzamento, qualunque sia il genere al quale faccia riferimento.
Se ne troviamo uno al suolo, anche se in buone condizioni, è necessario aiutarlo ad alzarsi in volo. Portiamo su un prato o in un parco (in presenza di terreno morbino) e, con l'aiuto di una foglia o della carta, proviamo a lanciarlo. Se si tratta di un adulto sano riprenderà immediatamente il volo.
Onnivoro, si nutre prevalentemente di insetti, semi, bacche, frutta, anfibi, scarti di cibo gettati dall'uomo. In ogni caso, il regime alimentare dello Storno si adatta senza difficoltà alle disponibilità di stagione.
I cittadini possono segnalare la presenza di storni tramite l'U.R.P. al seguente indirizzo di posta elettronica: [email protected] o ai seguenti numeri telefonici: 06.6710. 54.57; 06.6710.71253, nei seguenti orari: lun. - merc.