Domanda di: Dr. Sarita Basile | Ultimo aggiornamento: 19 marzo 2023 Valutazione: 4.2/5
(49 voti)
Nonostante i loro benefici effetti, la quantità di amidi resistenti giornaliera consigliata non si può certo dire generosa: la dose ottimale è stata stimata in miseri 40 grammi giornalieri: non certo un'enormità.
nell'intestino tenue, dopo aver transitato nello stomaco. Più l'amido è “digeribile” (cioè aggredibile dall'enzima dall'alfa amilasi) più velocemente il glucosio arriva nell'intestino e di conseguenza nel sangue, determinando un innalzamento della glicemia (indice glicemico).
Per quanto detto, tra i più noti alimenti amidacei si ricordano le patate, la manioca (tubero tropicale), i semi dei cereali (frumento, mais, riso, orzo, avena...) e di grano saraceno, nonché i prodotti alimentari che da essi derivano (pasta, pane, riso, farina, fecola, biscotti, cereali per la prima colazione, polenta ...
Data la loro particolare lavorazione, l'amido presenta generalmente un alto potere calorico: risultano essere dunque alimenti molto energetici che perlopiù forniscono un lento rilascio di glucosio nel sangue, assicurando all'organismo energia a lungo termine.
Sedanini e rigatoni, con la texture di “picchi” e “valli”, in cottura espongono all'acqua più superficie, restando più al dente nella parte spessa e rilasciando più amido da quella più sottile, permettendo sia di legarsi al sugo, che di “catturarlo” tra le righe.