Il primo è salito dai circa 300 €/ton dell'estate 2021 verso i 560 €/ton registratisi a novembre, flettendo poi sui 500 €/ton del luglio 2022. Il secondo è invece passato dai circa 230 €/ton di luglio-agosto 2021 ai massimi intorno ai 500 €/ton di dicembre (prezzi locali canadesi).
A Milano (3 gennaio) il “fino” Nord quota un prezzo medio di 482,50 euro/t, il “fino” Centro 502,50 euro/t. A Foggia l'ultima riunione della commissione prezzi del 21 dicembre ha lasciato i prezzi invariati: il “fino” vale mediamente 492,50 euro/t, il “bio” 512,50 euro/t.
Secondo le previsioni di Ubs, i prezzi del grano saliranno a 8,25 dollari per bushel a fine giugno, per poi scendere a 7,50 dollari entro fine anno. Il costo del mais dovrebbe attestarsi a 7 dollari per bushel a fine marzo, a 7,25 a fine giugno e a 6,50 entro la fine del 2023 (precedentemente 7, 6,75 e 6,50 dollari).
Sia l'Italia sia l'Europa sono “affamate” di frumento duro ed è probabile che nella stagione 2022-23 aumenteranno le importazioni da Paesi extra-Ue. Le quotazioni dei prezzi appaiono in aumento, ma restano estremamente volatili.
Con le quotazioni del grano duro che quest'anno hanno girato intorno ai 600 euro la tonnellata, in molti si sarebbero aspettati che le superfici seminate in Italia crescessero enormemente nel 2023.