Domanda di: Benedetta Longo | Ultimo aggiornamento: 15 maggio 2026 Valutazione: 4.6/5
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I polmoni diventano neri a causa dell'accumulo di catrame e particelle di fumo, processo che inizia fin da subito dopo aver fumato la prima sigaretta e peggiora nel tempo, ma il termine "polmone nero" si riferisce anche a una malattia specifica dei minatori di carbone (pneumoconiosi); i polmoni di un fumatore abituale possono diventare seriamente anneriti e compromessi anche dopo pochi anni, ma il danno aumenta significativamente con la durata e l'intensità del fumo, sebbene alcuni effetti siano reversibili smettendo di fumare dopo anni.
La pneumoconiosi dei lavoratori del carbone o “polmone nero” è una varietà di malattia respiratoria che si trova nei lavoratori del carbone nei quali un accumulo di polvere di carbone nei polmoni provoca una reazione tissutale alla sua presenza.
Generalmente in giovane età 5 anni di fumo non creano quasi nessun problema, a meno che non ricada in una categoria di pazienti che, per predisposizione genetica, appena iniziano a fumare sviluppano l'enfisema polmonare.
Quando si smette di fumare i polmoni tornano sani?
Il numero di mutazioni presenti nel Dna delle cellule degli ex fumatori era pressoché lo stesso rilevabile in quelle dei non fumatori. Segno che l'epitelio bronchiale, una volta spenta l'ultima sigaretta, ha la capacità di «rigenerarsi» e di ripristinare un equilibrio tra cellule sane e mutate.
Il risultato sarà una carenza di ossigeno nel sangue, con conseguenti problemi di natura cardiovascolare. Dopo 12 ore dall'ultima sigaretta, però, i livelli di monossido di carbonio diminuiranno, mentre aumenteranno quelli di ossigeno nel sangue. Dopo 3 mesi la funzionalità respiratoria migliorerà.