Gli ultimi anni di lavoro contano in modo diverso a seconda del sistema pensionistico: nel sistema retributivo (anzianità pre-1996) sono cruciali, basandosi sulla media degli ultimi 5-10 anni. Con il sistema contributivo (post-1995), conta l'intera carriera, rendendo i redditi finali importanti solo per l'accumulo del montante finale, stimato spesso tra il 50-60% dell'ultimo stipendio.
Come si conteggiano gli anni di lavoro per la pensione?
Infatti, per stabilire l'anzianità contributiva occorre sommare tutte le settimane lavorate e poi dividerle per 52, ovvero il numero delle settimane totali presenti in un anno.
Il calcolo retributivo, ricordiamolo, è quello per cui l'assegno pensionistico è proporzionato direttamente al livello dello stipendio percepito, rivalutato, e chi un tempo si ritirava con il solo sistema retributivo dopo 40 anni di lavoro riceveva una pensione solo del 20% inferiore allo stipendio percepito gli ultimi ...
La verità è diversa: ✅ Con il sistema contributivo, la pensione dipende dai contributi versati in tutta la carriera. ✅ Periodi di lavoro part-time, discontinuità o redditi bassi incidono sul risultato finale. ✅ In alcuni casi, l'importo può essere molto lontano da quel famoso “80%”.
Una delle strategie più efficaci per incrementare la pensione è versare contributi volontari. Questi permettono di accumulare più anni di contributi, influenzando positivamente l'importo finale della pensione. Ad esempio, chi ha una pensione artigiani bassa può beneficiare significativamente dai contributi volontari.