Licenziare un dipendente in Italia comporta costi principali legati al Ticket di Licenziamento (un contributo INPS pari al 41% del massimale NASpI, circa 635,67€ per anno di anzianità nel 2024, fino a un massimo di 1.907€), spettanze di fine rapporto (TFR, ferie non godute, 13ª/14ª) e, se applicabile, indennità sostitutiva del preavviso. Il costo totale varia molto in base all'anzianità del dipendente, al tipo di contratto e alla motivazione del licenziamento, potendo essere più elevato in casi di licenziamento collettivo o senza giusta causa.
Quanto costa un licenziamento a un datore di lavoro?
Il contributo ticket per il datore di lavoro è pari al 41% della retribuzione convenzionale, per ogni anno del rapporto di lavoro. Gli importi delle retribuzioni convenzionali sono stabiliti ogni anno da un decreto ministeriale del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali.
La legge n. 92/2012, stabilisce infatti che il contributo dovuto è pari al “41 per cento del massimale mensile di NASpI per ogni dodici mesi di anzianità aziendale negli ultimi tre anni”.
Quali sono gli importi del ticket di licenziamento per il 2025?
Calcolo del ticket di licenziamento: importi aggiornati per il 2025. Per il 2025, in conformità con l'aumento del massimale NASPI, il nuovo importo è parametrato a 53,40 euro mensili, pari a 640,76 euro annuali, con un importo massimo, nel triennio, pari a 1.922,27 euro.
Quanto costa licenziare un dipendente con indeterminato?
Licenziare un dipendente indeterminato in Italia ha costi variabili, principalmente legati al Ticket di licenziamento (circa 635,67€ per ogni anno di lavoro fino a 3 anni, poi un fisso di circa 1.907€) da versare all'INPS, e alle spettanze di legge (TFR, ferie, permessi non goduti), più eventuali costi aggiuntivi per indennità sostitutiva di preavviso o contenziosi legali, che possono aumentare significativamente il costo totale, specialmente se il licenziamento non è per giusta causa.