Domanda di: Ing. Odino Vitali | Ultimo aggiornamento: 17 marzo 2023 Valutazione: 4.3/5
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Dopo circa un paio di giorni il livello di radioattività dei materiali raggiunge un valore stabile e smette di diminuire, quindi dopo un'esplosione nucleare le prime 48 ore sono quelle più delicate per chi vive nei pressi dell'evento.
Semplice: dopo l'esplosione, per un periodo di tempo che dura, nella sua parte acuta, da qualche ora a un paio di giorni circa, dall'atmosfera cadono lentamente a terra minuscole particelle di materiale radioattivo, ovviamente pericolosissimo, se non letale, e da cui proteggersi.
Tutte le esplosioni nucleari hanno degli effetti caratteristici comuni: un lampo di luce, una palla di fuoco, un impulso di radiazione nucleare, un onda d'urto, un'onda di calore, un fallout radioattivo. L'onda di calore può durare diversi secondi e infliggere gravi ustioni a km di distanza dal sito dell'esplosione.
Come accennato nei precedenti paragrafi, l'inverno nucleare prodotto da un Guerra Nucleare (GN) provoca (alcuni dicono potrebbe provocare) un «inverno perenne e estinzione in 10 anni».
In caso di incidente nucleare bisogna raggiungere un luogo chiuso e portarsi al centro dell'edificio, il più possibile lontano da porte o da finestre. Chiudere le porte e le finestre. Spegnere gli impianti di aria condizionata e tutti i sistemi di presa d'aria esterna.