Domanda di: Ing. Sabino Palmieri | Ultimo aggiornamento: 29 marzo 2023 Valutazione: 4.6/5
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Lo spazio è davvero inquinato, più di quanto pensiamo. Dalla Terra, infatti, non è facile accorgerci di quanto accade sopra le nostre teste nella fascia tra gli 800 e i 2000 chilometri (il limite massimo delle orbite basse).
L'effetto cumulativo prodotto dalle migliaia di satelliti e altri corpi artificiali che orbitano intorno alla Terra fa aumentare l'inquinamento luminoso di circa il 10%, anche nei luoghi più bui del pianeta.
Secondo la Space Force statunitense, a novembre 2021 attorno al nostro Pianeta orbitavano oltre 19.000 rifiuti spaziali identificabili, la maggior parte grandi almeno 10 centimetri; gli oggetti non identificati potrebbero essere addirittura centinaia di milioni.
L'inquinamento spaziale pone anche problemi giuridici, soprattutto per le nazioni poiché, secondo l'Outer Space Treaty essi sono esse le responsabili anche per le aziende che ricadono sul proprio territorio. C'è dunque un rischio potenziale di scontro diplomatico e militare.
Secondo un nuovo studio, la maniera migliore per risolvere definitivamente il problema “spazzatura spaziale” non è quello di catturare detriti o deorbitare i vecchi satelliti, bensì un accordo internazionale che addebiti agli operatori “diritti di uso orbitale” per ogni satellite posizionato in orbita.