Il delitto di cui all'art. 385 c.p. punisce, con la reclusione da uno a tre anni, chiunque, essendo legalmente arrestato o detenuto per un reato, evade.
Il reato di evasione è un delitto previsto dall'art. 385 del codice penale e punisce l'arrestato o il detenuto che evade dal luogo in cui si trova ristretto (carcere o abitazione nel caso di detenzione domiciliare o arresti domiciliari). La pena prevista per questo reato è la reclusione da uno a tre anni.
Se il soggetto obbligato agli arresti domiciliare dovesse violare la decisione del giudice, potrebbe rischiare di incorrere nel reato di evasione, sancito dall'art. 385 del codice penale: "Chiunque, essendo legalmente arrestato o detenuto per un reato, evade, è punito con la reclusione da uno a tre anni".
L'art 284 cpp stabilisce che con il provvedimento che dispone gli arresti domiciliari, il Giudice prescrive all'imputato di non allontanarsi dalla propria abitazione o da altro luogo di privata dimora oppure da un luogo pubblico di cura, di assistenza o da una casa famiglia protetta.
Cosa si può fare durante la detenzione domiciliare?
Chi è agli arresti domiciliari deve essere completamente isolato, altrimenti il provvedimento in sè non avrebbe scarsa efficacia. Sono vietati quindi tutti i mezzi di comunicazione a distanza, come telefono, smartphone, sms, internet e anche il citofono di casa.