Domanda di: Giacinta De luca | Ultimo aggiornamento: 17 marzo 2023 Valutazione: 4.7/5
(42 voti)
Lo sviluppo della psoriasi è molto frequente: sono circa un milione e mezzo gli italiani che ne sono affetti. Nella sua forma più severa, che riguarda circa il 10% dei casi, oltre a generare conseguenze negative sulla salute psicofisica, può rappresentare anche un fattore di rischio cardiovascolare.
Si tratta di una forma di psoriasi grave, nella quale tutto l'ambito cutaneo diviene eritematoso e desquamante. A volte la cute diviene essudante, si ha perdita di calore con disequilibrio metabolico, ed il paziente deve essere ricoverato per supporto terapeutico.
La psoriasi non colpisce solo la pelle, ma, nelle forme più estreme, può colpire anche le articolazioni e dare origine ad artropatia psorisiaca, una complicanza caratterizzata da rigidità e gonfiore alle articolazioni accompagnate da dolore intenso, sensazione di calore e arrossamento.
La psoriasi eritrodermica, è una rara forma di psoriasi che invade tutta la superficie corporea lasciando pochissima pelle libera dall'infiammazione. Può provocare intenso prurito o bruciore, perdita di proteine e liquidi corporei, comparsa di infezioni, disidratazione, ipotermia e malnutrizione.
Utilizzando un database del Regno Unito hanno poi valutato i dati relativi a 8.760 pazienti con psoriasi e 87.600 persone senza: ne è emerso che gli psoriasici hanno un rischio doppio di morte rispetto a persone della stessa età e sesso che non soffrono di questa patologia.