Domanda di: Gianmaria De Santis | Ultimo aggiornamento: 29 marzo 2023 Valutazione: 4.5/5
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L'Italia importa il 64% del proprio fabbisogno di grano per la produzione di pane e biscotti e nel 2021 ha importato oltre 120 milioni di chili di grano dall'Ucraina e circa 100 milioni di chili di grano dalla Russia (che peraltro ha già annunciato di limitare dal 15 febbraio al 30 giugno prossimo le proprie ...
L'Italia, come il resto dell'Ue, non è dunque dipendente dalle importazioni dei due ex Paesi dell'Urss, a differenza di quanto avviene con gas e petrolio. I nostri maggiori fornitori di grano sono Francia (19,9%), Canada (14,4%) e Ungheria (13%).
Dall'Ucraina in Italia arriva appena il 2,7% delle importazioni di grano tenero per la panificazione per un totale di 122 milioni di chili ma anche il 15% delle importazioni di mais destinato all'alimentazione degli animali per un totale di 785 milioni di chili.
I motivi sono riconducibili principalmente alle condizioni di produzione totalmente diverse dei paesi da cui esportiamo: come l'utilizzo di trattamenti aggressivi (come il glifosato), i costi di manodopera più bassi e le produzioni massicce su grande scala che aiutano a calmierare i costi.
Mosca potrebbe fermare 135 mila tonnellate di grano destinate al nostro Paese. E i 200 mila ettari di terra che potrebbero tornare alla cerealicultura non basteranno a soddisfare il nostro fabbisogno.