Puoi chiedere un anticipo del TFR fino al 70% dell'importo maturato, ma solo dopo almeno 8 anni di servizio presso lo stesso datore di lavoro e per specifiche esigenze (prima casa, spese sanitarie straordinarie, formazione). Il datore di lavoro deve rispettare limiti di concessione (10% degli aventi diritto, max 4% dei dipendenti totali). Se il TFR è in un fondo pensione, si può arrivare al 75% (o 30% senza motivazione dopo 8 anni).
L'importo che può essere richiesto come anticipo non può essere superiore al 70% della somma a cui il lavoratore avrebbe diritto in caso di cessazione del rapporto di lavoro alla data della richiesta.
Come faccio a sapere quanto mi spetta di liquidazione?
Il trattamento di fine rapporto si calcola sommando per ciascun anno di lavoro una quota pari al 6,91% della retribuzione annua (la retribuzione utile per il calcolo del TFR comprende tutte le voci retributive corrisposte in dipendenza del rapporto di lavoro, salvo diversa previsione dei contratti collettivi).
Secondo la legge italiana, infatti, non è possibile anticipare l'intero importo del TFR maturato, ma solo una parte di esso. Nello specifico, le norme fissano questo limite massimo al 70% di tutto il trattamento di fine rapporto.
Puoi chiedere una quota del TFR senza motivazione specifica per motivi personali solo in aziende con più di 25 dipendenti e fino al 30% del TFR maturato, ma la richiesta può essere rifiutata dal datore di lavoro (non è un diritto automatico). Per altre motivazioni (come acquisto prima casa o spese sanitarie), si può chiedere fino al 70% del maturato, ma servono prove documentali e l'accettazione è comunque soggetta alla valutazione aziendale, con limiti di erogabilità annuali.