Considerando le differenze di specie, i risultati dell'esperimento suggeriscono che – ammessa una vita media di ottant'anni – fino a centosessant'anni non ci sarebbero problemi di sopravvivenza dei neuroni.
In realtà, quello del 10% è a tutti gli effetti un mito.
Gli unici casi in cui le capacità cerebrali non sono pienamente sfruttate sono quelle in cui le regioni cerebrali sono state danneggiate da un evento traumatico o da una malattia. In realtà, noi usiamo il 100% del nostro cervello.
Anche il cervello, come tutti i nostri organi e apparati, ha una sua curva di maturazione che si completa intorno ai 30 anni e poi inizia inevitabilmente ad invecchiare, va gradualmente incontro ad alterazioni anatomiche e ad una riduzione dell'efficienza delle sue funzioni.
Tuttavia, la diminuzione della funzione cerebrale con l'invecchiamento può essere la conseguenza di numerosi fattori tra cui cambiamenti delle sostanze chimiche cerebrali (neurotrasmettitori), cambiamenti delle cellule nervose stesse, accumulo di sostanze tossiche nel cervello nel tempo e alterazioni ereditarie.
Cosa succederebbe se usassimo il 100% del nostro cervello?
L'idea che normalmente ci serviamo solo di un decimo delle nostre facoltà e che ci sia una vasta e inesplorata riserva di neuroni che potremmo sfruttare, è un mito duro a morire, che però non ha alcun fondamento scientifico. Più volte la scienza l'ha smentito, anzi si potrebbe dire che non l'ha mai affermato.