Domanda di: Vera Colombo | Ultimo aggiornamento: 21 aprile 2026 Valutazione: 4.8/5
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I costi di compravendita immobiliare variano in base a venditore (privato/impresa) e tipologia (prima/seconda casa). Tra privati si paga l'imposta di registro (2% prima casa, 9% seconda) sul valore catastale, più 50€ di imposte ipotecarie/catastali. Da impresa, si paga IVA (4-10-22%) sul prezzo di vendita e tasse fisse da 200€.
Solitamente, anche se si tratta di cifre astratte, le spese notarili per l'acquisto della prima casa oscillano indicativamente tra i 1.500€ e i 3.000 € e possono variare in base al valore stesso della compravendita e alla tipologia del contratto stipulato.
Chi acquista da un privato (o da un'azienda che vende in esenzione Iva) deve versare un'imposta di registro del 2%, anziché del 9%, sul valore catastale dell'immobile, mentre le imposte ipotecaria e catastale si versano ognuna nella misura fissa di 50 euro.
Quando la vendita della casa è soggetta a Iva, la base imponibile su cui calcolare l'imposta sul valore aggiunto (10% o 22% a seconda dei casi) è costituita dal prezzo della cessione. In questo caso, come detto, le imposte di registro, ipotecaria e catastale si pagano in misura fissa (200 euro per ognuna di esse).
Le spese notarili, salvo diverse pattuizioni tra le parti, sono a carico dell'acquirente e, oltre all'onorario del professionista, comprendono le tasse e le imposte che il notaio riscuote per conto dello Stato. Di norma la parcella del notaio va saldata al momento stesso della sottoscrizione dell'atto.