Quanto si paga quando si perde una causa?

Domanda di: Oretta Palumbo  |  Ultimo aggiornamento: 19 marzo 2023
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La regola vuole che chi perde il giudizio rimborsi alla controparte vincitrice tutte le spese da questa affrontate per difendersi, ivi compresa la parcella del proprio avvocato. Ma a stabilirlo è il giudice.

Quanto costa perdere una causa?

Per avere un'idea, possiamo tenere presente che, ad oggi, per i giudizi civili il contributo unificato varia entro una forbice compresa tra un minimo di 43 euro (per le cause di valore più basso, entro i 1.100 euro) fino ad un massimo di euro 1.686 (per i contenziosi di importo più alto, cioè superiori a euro 520.000).

Chi paga le spese legali di una causa?

Se l`imputato è assolto le spese legali le paga lo Stato. La Legge di Bilancio 2021 introduce un Fondo per il rimborso delle spese legali agli imputati assolti in via definitiva in un processo penale, mediante il quale i cittadini saranno ristorati per i danni subiti a causa di processi penali totalmente infondati.

Che succede se si perde una causa?

Chi perde la causa (gli avvocati dicono “la parte soccombente”) deve pagare innanzitutto il proprio avvocato secondo quanto concordato con questi. Oltre a ciò deve versare anche alla controparte le spese di causa da questa anticipate. È la regola della cosiddetta “soccombenza”: in pratica, chi perde paga per tutti.

Quanto può costare un processo?

La tariffa parte da un minimo di € 800,00 ad € 2.500,00, a seconda che la causa duri due o più udienze con esame testi. In caso di remissione di querela in prima udienza l'onorario minimo può essere ridotto fino al 30%.

Le spese legali: chi paga l’avvocato e la soccombenza in giudizio