Quanto tempo ha il datore di lavoro per mandare lettera di richiamo?

Domanda di: Erminia Conte  |  Ultimo aggiornamento: 19 marzo 2023
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Lo Statuto dei lavoratori prevede un termine minimo di 5 giorni che può essere maggiore a seconda del CCNL applicato al contratto di lavoro. In ogni caso, il dipendente può giustificarsi anche oltre tale termine, a patto che il datore non gli abbia ancora comunicato il provvedimento disciplinare.

Quando una lettera di richiamo non è valida?

Nella norma di legge troviamo quindi risposta alla domanda posta all'inizio dell'articolo: quando decade la lettera di richiamo? La risposta è che decade dopo due anni da quando viene inflitta la sanzione disciplinare.

Quali sono i termini entro cui avviare la contestazione disciplinare?

In ogni caso, se il lavoratore non ritiene giusta la sanzione che gli è stata applicata, può contestare la decisione, rispettando i seguenti termini: 60 giorni: inviando una PEC o raccomandata all'azienda comunicando la volontà di opporsi. 180 giorni: depositare il ricorso presso un tribunale.

Quanto tempo ha il datore di lavoro per rispondere ad una contestazione?

Una volta ricevuta la contestazione, il lavoratore ha soltanto 5 giorni di tempo per rispondere all'addebito contestato. È importante giustificarsi fin da subito in modo preciso ma sintetico, per non pregiudicare la propria (eventuale) futura difesa.

Cosa si rischia con una lettera di richiamo?

In un secondo significato “lettera di richiamo” può voler dire la lettera che conclude il procedimento disciplinare, con una sanzione (che può essere il richiamo scritto, la multa o la sospensione).

PROVVEDIMENTO DISCIPLINARE: COSA FARE?