Dalla ricezione della contestazione disciplinare, il lavoratore ha 5 giorni di calendario (inclusi quindi gli eventuali festivi intermedi) per svolgere le proprie difese in forma orale o scritta. Entro il quinto giorno le difese debbono pervenire al datore di lavoro.
Quanto tempo ha il datore di lavoro per fare una contestazione?
Termini per la contestazione disciplinare
La legge non indica quanti giorni di tempo ha l'azienda per consegnare o spedire la comunicazione con la contestazione disciplinare. Si dice solo che essa deve essere “tempestiva”.
Nella norma di legge troviamo quindi risposta alla domanda posta all'inizio dell'articolo: quando decade la lettera di richiamo? La risposta è che decade dopo due anni da quando viene inflitta la sanzione disciplinare.
Quanto tempo ha il datore di lavoro per mandare una lettera di richiamo?
Lo Statuto dei lavoratori prevede un termine minimo di 5 giorni che può essere maggiore a seconda del CCNL applicato al contratto di lavoro. In ogni caso, il dipendente può giustificarsi anche oltre tale termine, a patto che il datore non gli abbia ancora comunicato il provvedimento disciplinare.
Quali sono i termini entro cui avviare la contestazione disciplinare?
In ogni caso, se il lavoratore non ritiene giusta la sanzione che gli è stata applicata, può contestare la decisione, rispettando i seguenti termini: 60 giorni: inviando una PEC o raccomandata all'azienda comunicando la volontà di opporsi. 180 giorni: depositare il ricorso presso un tribunale.