Il tempo di permanenza di un corpo al cimitero varia in base al tipo di sepoltura: circa 10 anni per l'inumazione in terra (campi comuni) e solitamente 20-30+ anni per la tumulazione in loculo, con durate fino a 99 anni per tombe di famiglia. Scaduti i termini, si procede a esumazione/estumulazione.
Normalmente il corpo di un adulto sepolto in terreno ordinario senza una bara richiede dieci-dodici anni per decomporsi a scheletro, in un clima temperato. Immergendo il corpo in acqua, la scheletrificazione accade circa quattro volte più velocemente; esponendo il cadavere all'aria aperta, otto volte più velocemente.
Dopo 20 anni di tumulazione siamo in presenza di resti mortali (anche tumulati) e, quindi, si agisce su questi esiti con sostanze biodegradanti: il risultato è che anziché occupare terra per 5 anni, si occupa il tumulo per altri 2 anni.
È la sepoltura in una bara di legno leggero nella terra, a circa 2 metri di profondità, da effettuare in aree obbligatoriamente predisposte a tale scopo. Il periodo di inumazione è di circa 10 anni, necessario per la decomposizione della bara di legno e la trasformazione in sali minerali del corpo.
La locuzione latina rigor mortis (letteralmente: rigidità della morte) è uno dei segni riconoscibili della morte ed è identificata dalla rigidità muscolare del cadavere. È causato da una modifica chimica dei muscoli e si manifesta circa tre ore dopo la morte.