In Italia, la durata delle indagini preliminari varia in base alla gravità del reato, con termini ordinari di 6 mesi per le contravvenzioni (reati minori) e 1 anno per i delitti. Tuttavia, questi termini possono essere prorogati, arrivando a un massimo di 18 mesi o 2 anni per reati gravi o complessi (es. associazione mafiosa, reati sessuali gravi).
Si può essere indagati per un periodo che varia da 6 mesi fino a un massimo di 2 anni, a seconda della gravità del reato, con la possibilità di proroghe, ma i termini massimi sono definiti dal Codice di Procedura Penale (Art. 407 c.p.p.) per i reati comuni (12 mesi + proroga fino a 18 mesi), reati gravi (18 mesi + proroga fino a 24 mesi) e contravvenzioni (6 mesi).
Dispositivo dell'art. 407 Codice di procedura penale. 1. Salvo quanto previsto dall'articolo 393 comma 4(1), la durata delle indagini preliminari non può comunque superare diciotto mesi o, se si procede per una contravvenzione, un anno(3).
Quanto durano le indagini preliminari con la riforma Cartabia?
Durata massima delle indagini (407 c.p.p.) termine di durata massima è di 24 mesi; per i casi di cui all'articolo 407, c. 2 lett. b) e c), il termine ordinario è di 18 mesi; con proroga il termine massimo di 24 mesi; per tutti gli altri delitti, il termine è di 12 mesi, prorogabili fino al massimo 18 mesi.
In linea di massima, essere indagati per la commissione di un reato non ha conseguenze, a meno che il giudice per le indagini preliminari non abbiano emesso una misura cautelare restrittiva della propria libertà, tipo gli arresti domiciliari o l'obbligo di dimora.