Domanda di: Diamante De Angelis | Ultimo aggiornamento: 18 marzo 2023 Valutazione: 4.3/5
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L'istituto risarcisce il danno biologico derivante da un'inabilità permanente pari o superiore al 6% e fino al 15% con un indennizzo in capitale. L'invalidità permanente superiore al 16% invece è ristorata con una rendita annua ai sensi dell'articolo 13 del decreto legislativo 38/2000.
tra il 6 e il 15% sussiste l'indennizzo INAIL del danno biologico, mentre tutte le altre componenti vengono risarcite dal datore di lavoro; dal 16% in poi la vittima ha diritto alla rendita INAIL, che provvede a risarcire sia il danno biologico che quello patrimoniale per diminuite capacità di lavoro.
Per il calcolo è sufficiente impostare i punti di invalidità permanente riconosciuti (con eventuali decimali), l'età del danneggiato, i parametri relativi all'invalidità temporanea (giorni di invalidità totale e parziale) e la percentuale di danno morale riconosciuta.
Per quantificare i danni fisici vengono normalmente utilizzate delle tabelle predisposte dal tribunale di Milano [2], nelle quali è indicata la somma spettante al danneggiato in base ai punti percentuali d invalidità riconosciuti dal medico legale e alla sua età.
Attualmente, al 2014, un punto percentuale di invalidità vale in sede risarcitoria circa 700-800 euro con aumento progressivo della quantificazione man mano che l'invalidità permanente sale (ad es. 10 punti di invalidità permanente vengono quantificati in circa 1400,00 euro a punto).