In particolare, affermano gli autori, un Bmi superiore a 25 kg/m2 è associabile a una maggiore probabilità di sviluppare tumori, malattie cardiovascolari e respiratorie, disturbi al fegato e ai reni. L'obesità, poi, riduce l'aspettativa di vita di 4,2 anni per gli uomini e 3,5 anni per le donne.
L'obesità non riduce soltanto la qualità di vita, ma anche la durata della stessa. Si calcola infatti che i pazienti con una obesità di III grado possano avere una vita media di circa 60 anni, contro gli 80 anni delle persone normopeso.
L'obesità costituisce un fattore di rischio cardiovascolare, in grado di indurre una maggiore incidenza di accidenti cardio- e cerebrovascolari, incrementando la frequenza e la gravità di altri fattori noti di rischio quali la dislipidemia, l'ipertensione arteriosa, il diabete e l'insulinoresistenza.
Sovrappeso di grado 1 (chiamato anche semplicemente “sovrappeso”) – BMI compreso tra 25 e 29,9 kg/m. Sovrappeso di grado 2 (“obesità”) – BMI compreso tra 30 e 39,9 kg/m. Sovrappeso di grado 3 (obesità grave o patologica) – BMI superiore a 40 kg/m.
Mediamente, un taglio calorico del 15-20% è responsabile di un calo ponderale del 3% del peso ogni mese. Nel pratico, un soggetto di 150 kg è potenzialmente in grado di dimagrire 4-5 kg ogni 4 settimane.