Rottura sigilli contatore acqua reato?

Domanda di: Dott. Damiana Milani  |  Ultimo aggiornamento: 5 giugno 2026
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La rottura o rimozione dei sigilli da un contatore dell'acqua è un reato penale punito ai sensi dell'art. 349 del Codice Penale (violazione di sigilli). Rimuovere il sigillo per ripristinare l'acqua, dopo una chiusura per morosità, integra inoltre il reato di furto aggravato. Le pene includono la reclusione da 6 mesi a 3 anni, oltre a multe.

Cosa succede se si rompe il sigillo del contatore dell'acqua?

Rimuovere i sigilli

La rimozione dei sigilli dal contatore, al fine di approvvigionarsi nonostante la sospensione della fornitura dovuta a morosità, è classificata come furto [2], e pertanto punita con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da 154 a 516 euro [3]. [2] Art. 624 cod. pen.

Qual è la procedibilità del reato di violazione di sigilli?

Si tratta di un reato di evento e, come tale, il tentativo può ritenersi astrattamente configurabile. La procedibilità è ex officio.

Manomissione contatore acqua reato?

Sì, la manomissione del contatore dell'acqua è un reato penale, configurandosi come furto aggravato (art. 624 c.p. e aggravanti art. 625 c.p.) o, in alcuni casi, come deviazione di acque (art. 632 c.p.), punibile con reclusione e multe salate, oltre al risarcimento dei danni, poiché si tratta di un prelievo illegittimo di un bene convogliato in acquedotto, ed è perseguibile d'ufficio, cioè chiunque può sporgere denuncia.

Cosa succede se si violano i sigilli?

Art 349 c.p: “1. Chiunque viola i sigilli per disposizione della legge o per ordine dell'Autorità apposti al fine di assicurare la conservazione o la identità di una cosa è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da euro 103 a euro 1.032.2.

TG (07/10/2019) - LADRI D'ACQUA: UN DANNO DA OLTRE 40 MILA EURO ALL'ANNO