Domanda di: Dr. Costantino Ferrara | Ultimo aggiornamento: 26 febbraio 2026 Valutazione: 4.9/5
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Sì, un parente (coniuge, figlio, fratello, genitore) può testimoniare sia in processi civili che penali italiani, poiché non esistono più divieti automatici basati sul vincolo di sangue. Tuttavia, nel processo penale, il parente ha la facoltà di astenersi dal deporre, mentre nel civile il giudice valuterà l'attendibilità caso per caso.
Le testimonianze rese dai familiari non possono considerarsi di per sè stesse inattendibili in ragione del grado di parentela. La Corte di Cassazione, con la sentenza n.
246 c.p.c., rubricato «Incapacità a testimoniare», statuisce che «Non possono essere assunte come testimoni le persone aventi nella causa un interesse che potrebbe legittimare la loro partecipazione al giudizio» in qualità di parti.
Un parente può testimoniare in un processo penale?
Com'è noto, secondo quanto previsto dall'art. 199 c.p.p., i prossimi congiunti dell'imputato non sono obbligati a deporre, ma assumono invece tale dovere quando hanno presentato denuncia, querela, o istanza, oppure quando essi stessi o un loro prossimo congiunto sono offesi dal reato.
Non possono essere testimoni gli interdetti legali o giudiziali, l'inabilitato e l'incapace naturale. Si ritiene possano assumere l'ufficio di testimone: il fallito, gli interdetti dai pubblici uffici, il beneficiario dell'amministrazione di sostegno salvo ciò non sia impedito dal decreto di nomina.