Bucare la fronte (o praticare fori nel cranio) era una pratica antica, nota come trapanazione, usata per far uscire presunti "spiriti maligni" o trattare mal di testa, epilessia e traumi cranici. Storicamente si credeva curasse disturbi mentali e comportamentali. Oggi, la medicina moderna utilizza il salasso solo per specifiche patologie del sangue.
Per quali patologie è indicato il salasso terapeutico? Il salasso terapeutico è una terapia molto efficace nel trattamento delle malattie da sovraccarico di ferro come l'emocratosi primaria dove il salasso è una terapia salvavita.
Al giorno d'oggi è ampiamente riconosciuto che numerosi benefici della terapia con sanguisughe (o Hirudoterapia) risiedono nell'introduzione nel circolo sanguigno di numerosi principi attivi presenti nella saliva della sanguisuga, dotati di attività analgesica, antiinfiammatoria e anticoagulante.
Il salasso (in passato anche detto flebotomia) era una pratica medica diffusa nell'antichità fino alla fine del diciannovesimo secolo, consistente nel prelevare quantità spesso considerevoli di sangue da un paziente al fine di ridurre il volume di sangue circolante.
Il salasso terapeutico dura in media 20/25 min; la frequenza e il numero totale saranno stabiliti dal medico in base alla patologia e al target di ematocrito da raggiungere.