Comunemente, l'obiettivo dell'anacoluto è quello di riprodurre un pensiero oppure un discorso, e di conseguenza trasferire le informazioni fondamentali verso la parte iniziale della frase. Di solito è usato negli scritti letterari, ma anche nei discorsi occasionali.
L'allegoria consiste nel caricare il senso letterale delle parole di un ulteriore significato, di solito più astratto. Esempio: il viaggio di Dante nella Divina Commedia è un viaggio allegorico che rappresenta il percorso dell'anima verso la salvezza.
Per esempio si ha un'anastrofe quando si antepone il complemento oggetto, o qualsiasi complemento, al predicato. Ecco un esempio che chiarisce come si abbia questa figura retorica: "A grande velocità correndo." "Di grande aiuto fu il suo consiglio."
L'anacoluto è una figura retorica che consiste nella rottura del nesso sintattico all'interno di un periodo. L'anacoluto si riconosce perché, quando viene pronunciato, all'ascolto l'impressione è che qualcosa nella frase “non torni”: uno o più elementi infatti non sono espressi nel corretto accordo grammaticale.
In sostanza, si avrà un iperbato ogni volta che si riconoscerà la presenza, nella frase, di una semplice inversione, integrata dall'inserimento di un inciso. Facciamo un esempio, per chiarire meglio cosa sia un iperbato: "e'l vago lume oltra misura ardea di quei begli occhi" (F.